Tute blu compatte nelle piazze. Vogliono lo sciopero generale Autore: nanniriccobono Pubblicato: 28 gen 2011 Commenti: Nessuno
I metalmeccanici hanno scioperato compatti, con punte di adesione all’astensione del lavoro fino al 95% (in una delle aziende della presidente di Confindustria) e in media tra il 70 e l’80%. Le manifestazioni in tutta Italia sono state belle, grandi, combattive. In tutte le grandi città insieme agli operai metalmeccanici ci sono stati cortei di studenti e precari. Ma se state leggendo questo post vuol dire che avete probabilmente fatto anche il giro dei siti dei giornali e vi siete resi conto che di questo sciopero stanno parlando tutti molto poco. E molto male. La parola d’ordine sembra: minimizzare. Recintare nello specifico. E lo è stata anche nei giorni che hanno preceduto questo memorabile 28 gennaio. Memorabile,sì.
Che nessuno si accorga – sembra dicano i media immersi fino al collo nelle serate ad Arcore – che i metalmeccanici non stanno facendo una battaglia per difendere “solo” i loro diritti. Che stanno lottando e sono pronti a continuare con ogni mezzo anche per tutti gli altri, per l’intero Paese che va a ramengo e si impoverisce e imbastardisce sempre di più mentre governo e classe politica tutta (con qualche eccezione, ma purtroppo non quella del Pd) pensano a tutt’altro. E mentre Marchionne e Confindustria perseguono brutalmente il loro progetto di ristrutturazione autoritaria dei rapporti industriali. L’Italia non è la Tunisia e non è l’Egitto, ma il senso di disperazione che si respira, i dati sulla povertà che cresce esponenzialmente, una generazione privata del futuro, gli operai che si vedono proporre il ricatto del lavoro (forse, se, quando…) contro i diritti…be’, ci sembra che la situazione sia abbastanza esplosiva anche nel Belpaese. La differenza qui da noi la sta davvero facendo la Fiom. La fa con la sua analisi, che la porta ad assumere posizioni chiare che catalizzano l’interesse anche degli studenti e dei precari, e la fa con le sue azioni: lo sciopero di oggi, la richiesta netta di coinvolgimento di tutta la Cgil in questa battaglia di democrazia che si sta svolgendo intorno alla vicenda Fiat.
Per questo a noi de Gli Altri, che giovedì a Bologna Susanna Camusso sia stata fischiata dispiace molto. Ci contiamo sulla sua grinta, la sua intelligenza ed esperienza come capo della Cgil. Ci contiamo sul fatto che sia una donna a dirigere il più importante, ma forse ormai dovremmo dire anche l’unico vero sindacato italiano. Ma come si fa però a tacere ed esitare, a non dire “si, è giusto, hanno ragione i metalmeccanici, fermiamo l’Italia, diamo un segnale forte alla Confindustria, al Governo, a tutta la politica?”. Non lo capiamo. E ci uniamo, nel nostro piccolissimo, alla richiesta: sciopero generale.





