Referendum, i tormentoni della rete per dire «sì»
L'associazione “Io Voto” da giorni sta chiedendo ad attori, attrici e registi di esprimersi sull'importanza dell'andare a votare.Elio Germano,Carolina Crescentini, Maya Sansa, Paolo Virzì, Ettore Scola e molti altri hanno accettato la sfida e ci hanno messo la faccia.
Il Pd ha preferito fare un video collettivo. Da Anna Finocchiaro a Felice Casson, da Gianrico Carofiglio a Donatella Poretti a moltissimi altri, l'obbiettivo per tutti è convincere gli italiani ad andare a votare. “Il presidente Berlusconi – dice la Finocchiaro – che si richiama sempre al popolo, vorrebbe che questi referendum non si celebrassero, e invece è una grande occasione per l'espressione diretta della volontà popolare.
Ma in rete, oltre agli appelli, “ufficiali, non manca l'ironia. Nora Tigges, per esempio, assieme ai ragazzi e alle ragazze di Resistenza Musicale Permanente si sono dati appuntamento a piazza Farnese per intornare le note dello “stornello del sì”. E sempre in piazza, altri cantano: “E vota vota vota, vota il referendum, ma sta molto attento, la croce va sul sì”.
E' un raggae, invece, quello di Ginko, cantante capitolino e storico membro di Villa Ada Posse. Si intitola “Non mi fido” e ha un messaggio che non lascia dubbi: “Il giappone insegna come questa sia una follia, esistono altre fonti d'energia”.
Dal reggae al requiem. E' quello della fontanella che si può vedere sul sito www.referendumacqua.it. “Noi la conoscevamo bene”, ironizzano gli autori, “era fatta così: pubblica per vocazione, incapace di discriminare e di escludere. Tutto il contrario: il suo compito era quello di unire”.
A “Un giorno da pecora” si ironizza invece sui timori del premier e sui silenzi di Rai e Mediaset alla vigilia del voto. “Per evitare che le informazioni su come si vota si diffondano tra gli elettori – dice Francesca Fornario, facendo la parodia di uno spot elettorale – Berlusconi le fa scrivere sul retro delle foto del cadavere di Bin Laden”.
Anche gli universitari hanno girato il loro video. Un ragazzo e una ragazza che sognano le nozze reali di William e Kate. Poi si svegliano e lei dice: "Sì, lo voglio". Ma è un Sì che si riferisce ai quattro quesiti. "E chi non va a votare - dice poi - è una pippa".
E intanto, viralmente, in molti indirizzi mail sta arrivando una sorta di "kit del referendario", una scheda che spiega nel merito i quesiti a cui ciascuno è chiamato a votare il 12 e il 13 giugno. L'idea è quella di stamparla, farne più copie e lasciarle in giro, dai tergicristalli ai sedili degli autobus, dalle panchine nei parchi ai banconi dei bar, così da aggirare il silenzio i silenzi di Rai e Mediaset.






