L'Italia da fuori, il racconto continua

22.01.2011 18:47

nei giorni dello "scontro finale" tra i poteri, a colpi di scandali sessuali e legittimi impedimenti. L'Italia è distante dai fatti, dai pensieri, dai temi che animano il dibattito in Occidente. E da grande potenza industriale sembra sempre più una piccola impotenza, incapace di reagire al momento che vive. Raian scrive da Washington e in questo contesto la sua lettera è ottimista: "I colleghi mi ricordano che presto l'Italia sarà un paese in via di sviluppo. Dove finalmente potrò tornare, e fare il mio lavoro".

Vecchi argomenti. Mentre il mondo gira, l'Italia è immobile, anzi immobilizzata. Il governo e il dibattito pubblico avvitati su temi quantomeno secondari. David è in Inghilterra da diversi anni e scrive: "Tutto il mondo parla di ecologia ed energia alternativa; in Italia si parla di federalismo e legittimo impedimento". Parole che fanno quasi rima con la testimonianza di Eugenio, biologo molecolare in California: "L'Italia è ormai il paese dove invece di affrontare temi cruciali quali Università e scuola, riorganizzazione energetica, ammodernamento industriale, si parla del 'sexgate', sviscerandolo in ogni parte".

Italia rassegnata. Su un aspetto gli italiani all'estero appaiono d'accordo, indipendentemente dal paese in cui sono ora: gli italiani non reagiscono. Per calcolo, convenienza e assuefazione allo status quo, più spesso per una combinazione dei tre fattori. Giovanni dalla Germania sottolinea i preoccupanti aspetti economici del fenomeno: "Stupisce la supina rassegnazione degli italiani, che oblitera le grandi doti che comunque hanno. Io, impenditore nel settore dell'alta tecnologia fatico a trovare contratti se metto il mio nome in evidenza e devo mandare avanti i miei collaboratori. Messa com'è, l'Italia non ha futuro e verrà colonizzata dagli altri europei".

Non siamo seri. E così mentre su eBay si moltiplicano gli inserzionisti che non spediscono in Italia (definito "un Paese a rischio") il grafico del Bel Paese si impenna alla voce "mancanza di serietà". Luigino dagliStati Uniti racconta che in lingua anglosassone, parlando del nostro Paese, il discorso cade su "Mister B.S.", un gioco di parole con le iniziali del premier per dire "Bull Shit", il signor "stronzate". La lettera diMarco da Buenos Aires invece non contempla leggerezze: "L'Italia è un paese inutile, dominato da un costante tutti-contro-tutti buono solo a riempire di spazzatura i giornali e le strade. L'intera classe dirigente si nutre solo di autoreferenzialità per non perdere i propri privilegi. Il popolo, invece, è drogato di calcio e veline. Uno stato privo di orgoglio nazionale, incapace perfino di tifare la propria squadra ai Mondiali di calcio". Ma quello di Marco non sembra disprezzo fine a se stesso. Continua: "Io vivo in Argentina, in un paese corrotto almeno quanto il nostro, però non ho mai sentito parlare male di qualcuno che non fosse presente, le donne fanno figli e lavorano con il sorriso sulle labbra. Buona fortuna". E sulle ultime vicende di Berlusconi, Raffaele da New York fa presente che anche le proteste non appaiono serie: "Come fate a non cacciarlo? Se non lo fate, significa che a voi sta bene cosi!”.

Non si arresta il fiume di lettere che arriva alla nostra casella vistadafuori@repubblica.it. Molte segnalano un Paese assuefatto allo status quo, incapace di reagire. Anche se ci viene riconosciuto un ruolo storico importante, le reazioni del mondo sul presente vanno dall'incomprensione all'incuranza. E in tanti si vergognano di essere italiani
di TIZIANO TONIUTTI

 

ROMA - Lontani dal mondo. Almeno dal primo, ma sempre più vicini al secondo, con un'opzione per il terzo. Così gli italiani all'estero percepiscono il nostro Paese 1