Frattini: «Sull'energia decidiamo soltanto noi»
Sulla politica energetica "nessuno puo' decidere a nome dell'Italia". Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e' intervenuto alla registrazione del programma 'In mezz'ora' di Lucia Annunziata per mettere in chiaro la "trasparenza" del dossier energetico italiano, riconosciuta anche dagli Stati Uniti, e sgomberare il campo da presunti intrighi con la Russia, adombrati dai file "illegali" di Wikileaks. In collegamento dal Bahrein dove ha partecipato al Managua Dialogue, Frattini ha sottolineato che "l'Italia ha un interesse nazionale nella sicurezza e nell'indipendenza energetica". "La nostra strada e' la differenziazione", che passa "dalla Russia, dalla Libia, dall'Algeria e dai Paesi del Golfo":
Frizioni con gli Usa. "Queste quattro fonti di approvvigionamento energetico formano il piano di sicurezza nazionale". "Su questo decide l'Italia e soltanto l'Italia", ha proseguito il ministro, sottolineando che il nostro Paese non si e' mai sottratto a un "impegno di trasparenza" con gli Stati Uniti. Frattini ha smentito quindi le presunte "frizioni" emerse dai documenti di Wikileaks in merito ai rapporti di Silvio Berlusconi con la Russia. Il ministro ha poi raccontato l'incontro avuto con l'ambasciatore americano, Richard Morningstar, inviato speciale di Barack Obama per l'energia. L'amministrazione Usa ha "ringraziato" l'Italia "per la trasparenza con cui abbiamo affrontato il dossier energetico", ha spiegato Frattini. "Fu (il segretario di Stato) Hillary Clinton a chiedermi quali fossero le decisioni e le intenzioni dell'Eni su South Stream. A seguito della richiesta, organizzai un incontro negli Stati Uniti dove Paolo Scaroni espose all'Amministrazione americana il piano strategico dell'Eni".
Il messaggero di Silvio. Frattini, pur chiarendo di non voler entrare nel merito dei documenti diffusi da Wikileaks, ha respinto le critiche di chi lo aveva definito nei cablogrammi "poco piu' di un messaggero" di Berlusconi: il compito della Farnesina "non e' quello di contrapporsi" al premier nella politica estera. "Non c'e' mai stata in Italia e non deve esserci una Farnesina antagonista del presidente del Consiglio", ha avvertito Frattini che ha ribadito invece l'importanza dei rapporti personali di Berlusconi per la politica estera del nostro Paese. "Non ci sono solo rapporti di forza e di potere, ma anche rapporti umani", ha sottolineato Frattini, "occupandosi della Russia, Berlusconi ha fatto sempre e solo gli interessi dell'Italia non avendo alcun desiderio, ne' necessita', di occuparsi di affari privati". Tra i risultati ottenuti dal premier per l'Italia grazie ai suoi rapporti personali, Frattini ha portato ad esempio gli accordi con la Libia di Muammar Gheddafi "con cui i precedenti governi hanno negoziato senza risultati" e la mediazione con la Turchia: "Tutti sanno che e' stato Berlusconi a far cadere il veto di (Recep Tayyp) Erdogan sulla nomina del nuovo segretario generale della Nato", ha sottolineato.
Il cablo-dramma. Infine, incalzato dalle domande di Lucia Annunziata, Frattini e' entrato nel merito di un cablogramma in cui l'ex vicepresidente americano, Dick Cheney, criticava la posizione italiana in occasione del conflitto russo-georgiano dell'estate 2008. "Noi ritenevamo che la posizione di Dick Cheney non corrispondesse alla corretta azione da compiere", ha sottolineato Frattini, "isolare la Russia sarebbe stato un errore ed era auspicabile avviare un dialogo". "La politica italiana con la Russia si e' rivelata giusta, mentre fu sbagliata quella della precedente amministrazione Usa", ha proseguito Frattini mettendo l'accento sul rapporto di collaborazione di oggi tra Washington e Mosca e sul ruolo dell'Italia.






