Cortei in tutta Italia

26.11.2010 22:07

 

Scontri da Milano a Palermo

 

 

A Roma messi striscioni al Colosseo, a Torino manifestanti dentro la Mole, a Pisa occupata la Torre pendente, a Napoli il Rettorato dell'università Federico II, a Milano gli uffici delle Agenzie delle Entrate. A Firenze uno studente è rimasto feritoGli studenti entrano nei luoghi simbolo delle rispettive città per protestare contro il ddl Gelmini. A Torino è stata occupata la Mole; a Pisa la Torre pendente; A Roma, il Colosseo è stato attraversato da un corteo. Le proteste proseguono anche in altre città italiane. A Napoli è stato occupato il Rettorato dell’Università Federico II, a Firenze uno studente è rimasto ferito e a Milano sono stati occupati gli uffici delle Agenzie delle Entrate. La situazione più calda rimane comunque a Roma, dove dopo gli scontri di piazza di ieri, gli studenti oggi sono tornati a Montecitorio. Dopo la breve occupazione del Colosseo, si stanno dirigendo verso il Vaticano.
Pisa - Alcune decine di studenti universitari si sono staccati da un corteo di circa 2.000 persone e di corsa sono entrati all’interno della Torre Pendente in piazza dei Miracoli. All’esterno centinaia di loro hanno formato un cordone umano per impedire l’accesso ai turisti. Gli studenti hanno raggiunto l’ultimo anello e si sono affacciati dalla balaustra. Nella piazza centinaia di turisti, molti dei quali stranieri, stanno seguendo la protesta immortalando la manifestazione con macchine fotografich, etelefonini.
Firenze - Scontri tra studenti e polizia all’Università di Firenze. Alcuni manifestanti hanno tentato di entrare in un’aula del Polo delle scienze sociali, dove era in programma stamattina una tavola rotonda sull’immigrazione con il sottosegretario Daniela Santanché.  Respinti con due diverse cariche dalla polizia in tenuta antisommossa, gli studenti hanno lanciato alcuni fumogeni contro le forze dell’ordine. In tutto i manifestanti sono circa 500. Un ragazzo che stava facendo delle foto è stato ferito a causa di due manganellate della polizia. Il giovane perde sangue dalla fronte, ma non è in gravi condizioni e si trova al pronto soccorso dell’ospedale di Careggi.”Fuori si stanno picchiando, perché secondo loro i diritti sarebbero questi, tappare la bocca a chi magari, e grazie a Dio, la pensa diversamente – ha commentato dall’interno dell’ateneo Danielòa Santanché – Noi ci siamo e non ci siamo fatti fermare da quello che sta accadendo fuori, non ci fermeremo e nessuno ci farà arretrare, parlo come governo italiano”. Alla fine della mattinata, erano sei gli studenti rimasti contusi durante gli scontri. In queste ore gli studenti, circa 150, stanno tenendo un’assemblea in uno dei piazzali del Polo universitario.
Milano - Rimarranno almeno per tutta questa notte i ricercatori universitari che stamani sono saliti sul tetto di un edificio della facoltà di Fisica, al Politecnico di Milano. Lo hanno confermato loro stessi.“Ci stiamo organizzando per la notte, perchè abbiamo deciso di proseguire il presidio, per ora rimarremo qui questa notte con un gruppetto di una quindicina di colleghi, poi si vedrà”, ha spiegato uno dei coordinatori della protesta.
Stamattina, alcuni giovani hanno fatto un blitz all’Agenzia delle Entrate per esporre uno striscione. Proprio inquella  zona ci sono stati i primi momenti di tensione con le forze dell’ordine, che hanno effettuato una prima carica di alleggerimento. Il corteo di manifestanti contro il ddl Gelmini si è poi mosso verso piazzale Loreto, dove manifestanti e forze dell’ordine sono venuti in contatto due volte e dove la confusione ha creato disagi al traffico.”Vogliamo una discussione pubblica, con un vero contraddittorio, perchè la gente non sa che cosa si sta facendo all’Università”. E’ quanto hanno dichiarato i ricercatori del Politecnico, una trentina, che poco dopo le 13 hanno occupato un ampio inframezzo tra due edifici del complesso universitario in via Celoria dove si trova la Facoltà di Fisica. ”Sono mesi che protestiamo – dice Alessandro Dama, ricercatore – nonostante manifestazioni, mozioni di facoltà e del Consiglio accademico che sostengono le nostre ragioni e le nostre perplessità, non riusciamo a ottenere l’attenzione dei media e del pubblico. Non è un caso se un’università ha comprato una intera pagina, a pagamento su un quotidiano”.
Torino - Gli studenti universitari hanno occupato per circa due ore la Mole antonelliana, simbolo della città di Torino. I manifestanti si trovavano nell’aula del Tempio, uno dei luoghi più grandi della Mole che è anche sede del Museo del cinema e hanno steso alcuni striscioni. Ieri sera è stata occupata anche la sede della facoltà di Fisica e Chimica, dopo l’occupazione di Palazzo Nuovo (in cui hanno sede i corsi delle facoltà umanistiche) e del Politecnico. Per alcuni ricercatori è stata la seconda notte sul tetto dell’edificio principale dell’ateneo sabaudo. Il momento clou della protesta ha toccato la sede della regione Piemonte in Piazza Castello. Lancio di uova, bottiglie d’acqua e fumogeni da parte degli studenti, respinti dopo aver tentato di entrare nell’edificio.”C’è un brutto clima, e chi lo alimenta e non ne prende le distanze dovrebbe farsi un esame di coscienza”. Così, in una nota, il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, dopo i disordini di questa mattina davanti alla sede della Giunta regionale.”Quella di oggi sotto gli uffici della Regione non è stata una manifestazione – aggiunge Cota – ma sono stati atti di violenza fotocopia di quelli avvenuti ieri in Senato. Le conseguenze non sono state gravi solo grazie al pronto intervento delle forze dell’ordine”.”Questi facinorosi, che vanno isolati, non rappresentano gli studenti piemontesi, che studiano con impegno con la prospettiva di trovare un lavoro e non fanno queste cose”, conclude Cota.
Per iniziativa del regista Davide Ferrario, portavoce torinese di 100Autori, fino alle 20 di questa sera saranno proiettae immagini ndella protesta sul monumento simbolo di Torino. LaRete29Aprile annuncia che all’iniziativa è prevista la partecipazione di Luciana Littizzetto.
Bologna - Qualche tafferuglio è avvenuto anche a Bologna, alla stazione. Un corteo di studenti cercava di entrare sfondando un cordone della polizia, ma è stato respinto. C’è stato un contatto tra i due fronti e una carica di alleggerimento, poi il corteo ha ripreso il proprio percorso lungo viale Masini.
Ancona – Dopo il rinvio a martedì del voto alla Camera sul ddl Gelmini, gli studenti universitari e i ricercatori che stamani erano saliti sul tetto della facoltà di Ingegneria del Politecnico di Ancona hanno concluso l’occupazione. “Oggi – hanno detto dopo sei ore trascorse al gelo – abbiamo ottenuto una prima vittoria, ma la mobilitazione della lista Gulliver-Udu prosegue. A partire da domani, con l’adesione alla protesta degli operai della Fincantieri di Ancona”. Il presidio, sostenuto anche dalla Flc-Cgil, dai segretari del Pd delle Marche Palmiro Ucchielli e di quello provinciale Emanuele Lodolini, dagli stessi operai Fincantieri, si è svolto in contemporanea a quelli di altre città sedi di ateneo.
Bari - Sulla facciata dell’ateneo pugliese sono stati esposti due grandi drappi neri in segno di lutto. Una “catena umana” composta da circa 300 tra studenti, docenti e ricercatori universitari, ha percorso il quadrilatero dell’Ateneo dove poco fa è terminata un’improvvisata assemblea, in piazza Umberto, davanti all’ingresso principale dell’Università, alla quale ha preso parte anche l’assessore regionale per il Diritto allo Studio, Alba Sasso.
Venezia - Alcune decine di aderenti al coordinamento universitario di Venezia hanno dato vita a iniziative di protesta contro la riforma Gelmini a Cà Foscari e all’Istituto Universitario di Architettura. Gli studenti hanno esposto striscioni per dire no alla riforma e per chiedere la liberazione dei due studenti fermati ieri a Roma, rimessi poi in libertà dopo la convalida.
Trieste - Un “abbraccio” di gruppo di studenti, ricercatori e docenti ha circondato oggi l’edificio centrale dell’Università di Trieste, in segno di protesta contro la riforma Gelmini. Circa 150 persone  secondo quanto riferito dagli organizzatori – si sono strette simbolicamente attorno all’Università, per contestare la riforma del governo. La notizia del rinvio a martedì del voto sul disegno di legge è stata accolta con soddisfazione, e come una dimostrazione dell’importanza della mobilitazione di questi giorni. Nel pomeriggio, a Trieste, gli studenti universitari hanno in programma un sit in davanti alla prefettura.
Palermo - Stamani migliaia di ragazzi hanno invaso la città di Palermo, paralizzando la circolazione di auto e treni. Cortei non autorizzati sono partiti da tutte le scuole occupate ed autogestite raggiungendo la stazione centrale. Gli studenti del ‘Coordinamento Studenti Medi Palermo’ hanno bloccato per ore i binari della stazione centrale, causando cancellazioni e ritardi dei treni regionali. Il Coordinamento, che per oggi aveva lanciato il ‘Blocchiamo tutto day’, è unito ai 3mila universitari della Facoltà di Lettere occupata in viale delle Scienze. Il grido è stato uno solo: “Blocchiamo le città per bloccare la riforma!”. La giornata di protesta si è poi conclusa proprio alla facoltà occupata di Lettere, dove si è svolta una assemblea con migliaia di studenti medi e universitari.”Noi – si legge in una nota degli studenti di Lettere in occupazione -, soddisfatti per il grandioso risultato numerico oltrechè per l’esito di una discussione parlamentare che ha dovuto fare i conti con le piazze italiane fino al riinvio della stessa, rilanciamo con forza la mobilitazione, annunciando che l’occupazione di Lettere e Filosofia continuerà anche la prossima settimana”. L’Assemblea ha deciso di riconvocarsi per un altro incontro per lunedì pomeriggio alle 16 nell’aula magna di lettere per decidere le forme della protesta per martedì data in cui il ddl tornerà alla camera.
Ferrara - Occupato il Rettorato dell’Università degli studi di Ferrara. “La protesta – spiega Dario Alba – coordinatore della Rete universitaria attiva-Unione degli universitari di Ferrara, ha preso il via questa mattina, presso il Rettorato dell’ateneo, dove si è svolto “un corteo funebre, da parte di studenti e ricercatori, per celebrare la morte dell’università italiana”. In seguito, gli stessi studenti e ricercatori hanno occupato il Rettorato chiedendo di poter parlare con il prorettore, (il rettore è a Roma alla Conferenza dei rettori), per poter portare le proprie istanze. Dalle finestre del Rettorato sono poi stati stesi 2 lunghi striscioni che chiedono le dimissioni del
ministro Gelmini.