Militante Fli aggredita e "salvata" dalla Cgil FareFuturo: "Ecco dove ci porta Berlusconi"

28.11.2010 21:19

 

"Alcuni militanti del Pdl volevo aggredire una ragazza, fortunatamente sono intervenuti alcuni militanti del sindacato". "Verrebbe da chiedere che anche chi ha scelto di agitare la categoria dei 'traditori' rispetti i fondamenti della democrazia

ROMA - Salvata dai militanti del "partito dell'amore" da un gruppo di "pericolosi comunisti" della Cgil. Lo scontro tra Fli e il Pdl che da mesi mette in bilico il governo, comincia a far sentire i suoi effetti anche in strada. La prima "vittima" è una giovane militante finiana insultata e spintonata da alcuni sostenitori pidiellini. La storia la racconta  Ffwebmagazine, il periodico on-line di Farefuturo, la fondazione vicina al presidente della Camera Gianfranco Fini.

"Altro che traditori marchiati a vita. Per ora l'unico marchio è quello che alcuni scalmanati avrebbero voluto timbrare, con calci e pugni, sul viso di una giovane attivista di Futuro e Libertà, impegnata ieri nel gazebo romano di Piazzale Flaminio. E che solo grazie all'intervento di alcuni manifestanti della Cgil (quindi pericolosi comunisti) è riuscita a evitare il peggio" scrive Francesco De Palo. 

Un passo indietro. Ieri Roma è stata invasa dai militanti della Cgil, chiamati a raccolta dalla segretaria Susanna Camusso. Una manifestazione che ha avuto il suo clou in piazza San Giovanni. Poi, a discorso concluso, alcuni di loro sciamano in metropolitana. Ed è a questo punto che il racconto di Ffwebmagazine continua. 

"Nella metropolitana di Roma - continua di De Palo - tre ragazzi notano, sul bavero del cappotto della giovane, la spilletta di Fli e iniziano a insultarla e a spintonarla. Ma fortunatamente alcune persone provenienti dalla manifestazione della Cgil, si frappongono tra gli aggressori e la ragazza". 

Un episodio, ragionano i finiani, che è figlio "della propaganda, dell'esasperazione dei toni e delle frasi sbraitate in linguaggio cagnesco". Impossibile non pensare a quel "traditori a vita" lanciato da Berlusconi contro chi, il 14, non voterà la fiducia al governo. "Ecco il partito dell'amore, della solidarietà, dell'accoglienza. Ecco cosa accade se anzichè ponti si costruiscono muri" continua De Palo. Che, curiosamente, utilizza come arma polemica che che il Cavaliere ha sempre usato contro l'opposizione: l'uso di toni "violenti" e "demonizzanti" dell'avversario.   

"Qui si sta riproponendo la fanatizzazione degli animi. E la politica, quella con la P maiuscola, quella che ragiona e che non pensa solo alle prossime urne o alla demonizzazione dell'avversario, ha l'obbligo morale di alzare un dito e dire a gran voce: no, noi non ci stiamo. 

"No - conclude Ffwebmagazine chiamando in causa, senza citarlo, Berlusconi - non vale proprio la pena tornare indietro nel tempo, ad un tempo di lotta e di visi contro, di agguati e di minacce. Perchè le cose sono cambiate, gli steccati non sono più così alti, gli individui (quasi tutti) si parlano, si confrontano, ragionano. Verrebbe da chiedere che anche chi ha scelto di agitare la categoria dei 'traditori' rispetti i fondamenti della democrazia. E non sarebbe chiedere troppo".